lenti da vista progressive come funzionano

Lenti da vista progressive: come funzionano e quali tipologie esistono

Come abbiamo spiegato in questo articolo, le lenti da vista progressive servono principalmente per correggere la presbiopia. Tuttavia lo scopo principale per cui sono nate è quello di permettere alla persona presbite di vedere a diverse distanze senza dover cambiare varie paia di occhiali. Vediamo insieme come funzionano queste lenti e quali tipologie esistono sul mercato, per fare una scelta davvero oculata.

Perché si chiamano lenti progressive o multifocali?

La caratteristica più importante della lente progressiva è che ti permette di avere in un solo dispositivo tutte le correzioni, inclusa ovviamente quella per lontano. Nella maggior parte dei casi è proprio chi ha un difetto da lontano che prende in considerazione questa soluzione.

Proprio nel nome “lente progressiva” sta il segreto del suo funzionamento. La lente ha un potere che varia progressivamente nel passaggio dallo sguardo da lontano allo sguardo da vicino. Indossando occhiali da vista con lenti progressive riesci quindi a mettere a fuoco oggetti posti a varie distanze.

Ecco nel dettaglio com’è fatta una lente progressiva o multifocale:

  • Nella posizione primaria di sguardo hai la gradazione per lontano
  • Abbassando lo sguardo il potere cambia progressivamente, permettendoti di mettere a fuoco oggetti posti alle distanze intermedie
  • Nella parte bassa della lente la gradazione è specifica per la visione da vicino, solitamente a circa 40 cm dal soggetto

L’altra caratteristica peculiare della lente progressiva è che ha un canale entro il quale si sviluppa la visione.

lenti progressive

Fuori da questo canale, per cui nelle zone periferiche della lente, la visione è distorta e/o sfuocata.  

Ciò comporta che nella visione laterale potresti non vedere in maniera nitida e avere quindi la necessità di girare la testa per mettere a fuoco. Tieni presente che l’ampiezza del canale e le distorsioni laterali dipendono dalla qualità della lente. Le aziende che operano in questo campo da sempre lavorano per allargare la zona di visione e ridurre così le distorsioni.

Come funzionano le lenti progressive?

• Se devi mettere a fuoco un oggetto…

Partiamo con un esempio un pò particolare ma che centra subito l’obiettivo.

Supponiamo di essere al supermercato e dover guardare il prezzo di un’etichetta su uno scaffale posto 40 cm davanti a noi e con l’etichetta all’altezza del nostro mento.

Guardo l’etichetta e… non è a fuoco. Che cosa faccio?

Guardando il prezzo, sposto il capo verticalmente come se dicessi “sì” con la testa. In questo modo, facendo scorrere gli occhi sul canale di progressione, mi accorgerò che la scritta andrà a fuoco.

All’inizio questi gesti non saranno automatici, ma non appena il tuo cervello si sarà adattato il tutto diventerà spontaneo e non servirà alcuna riflessione. 

Quindi: per trovare il punto di messa a fuoco devo spostare la testa verticalmente.

E se devo leggere una scritta orizzontale di una certa lunghezza? 

Innanzitutto trovo il punto di messa a fuoco, come spiegato qualche riga più su, poi inizio a leggere e mi sposto in orizzontale con lo sguardo. A un certo punto mi accorgerò che le parole inizieranno a sfuocare. Per mantenere la visione nitida dovrò necessariamente spostare anche la testa in orizzontale, evitando così di uscire dal canale di progressione.  

Fatte queste considerazioni è facile intuire che avere zone ampie di visione significa avere meno spostamento della testa, per cui una visione più naturale e rilassata. 

• Quando cammini o ti muovi…

Camminare non comporta particolari problemi, se guardo a una distanza di qualche metro davanti a me. Se invece guardo in basso, come ad esempio quando scendo o salgo le scale, devo prestare più attenzione. Quando abbasso il capo e guardo per terra la visione con la lente progressiva è sfuocata e per vedere nitidamente i gradini oppure le punte delle scarpe devo assolutamente abbassare la testa avvicinando maggiormente il mento al corpo rispetto a come farei normalmente.  

Abituarsi alle lenti progressive non è complicato, serve solo un po’ di tempo e di pazienza.

Tipologie di lenti progressive

Prima di scegliere le lenti per gli occhiali da vista è bene fare alcune considerazioni. Per quanto riguarda le lenti progressive, in commercio ne esistono varie tipologie, sia per geometria di costruzione sia per lunghezza del canale di progressione.

Ciò significa che il livello tecnologico oramai permette di adattare le lenti progressive alle abitudini visive del portatore. Esistono infatti lenti multi-focali che privilegiano il campo per lontano: queste sono indicate per chi passa buona parte del proprio tempo alla guida. Altre lenti progressive, invece, privilegiano il campo da vicino, e sono più adatte a chi trascorre molte ore al giorno leggendo.

Inoltre per una posizione confortevole, soprattutto nella visione da vicino, esiste la possibilità di adattare la lunghezza del canale di progressione alla capacità di movimento del capo della persona.

Per chiarirti ulteriormente le idee ti diamo appuntamento al prossimo post, dove parleremo delle caratteristiche delle lenti progressive di ultima generazione. Iscriviti alla newsletter per ricevere tutto direttamente nella tua casella di posta elettronica.

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Marco: Sono quello magro con i baffi. Sono appassionato di fotografia e di arte, da cui spesso mi capita di trarre ispirazione per la continua ricerca dei migliori prodotti sul mercato internazionale. Mi occupo anche del laboratorio dove trascorro buona parte del mio tempo per montare gli occhiali (no, nessuna pozione magica purtroppo!)

Simone: Sono quello che la barba. Sono un fan di Star Wars e appassionato di streetwear. Ho un chiodo fisso per la qualità dei prodotti che teniamo in negozio, dalle lenti alle montature e su quella non accetto compromessi. In negozio mi occupo dei clienti, dell’applicazione delle lenti a contatto, di contabilità e amministrazione (queste ultime due, giuro, mi piacciono!)

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